“Con il decreto Ronchi il prezzo dell’acqua salirà” (Il Riformista)
Posted by Alberto Brambilla on novembre 28th, 2009 filed in Economia, Politica, ScenariComment now »
Marchionne e Scajola si scontrano sul destino di Fiat a Termini Imerese (Il Riformista)
Posted by Alberto Brambilla on novembre 28th, 2009 filed in Economia, Giustizia, Nera, PoliticaComment now »

Ancora un botta e risposta tra Fiat e governo sul polo industriale di Termini Imerese, uno dei maggiori del Lingotto. Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sarebbe una «follia» chiudere lo stabilimento siciliano. L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, non ha accolto con favore le parole del ministro e di tutta risposta ha detto che «prima di usare un linguaggio pesante come follia uno dovrebbe capire i dati. Se poi uno li capisce, magari tira conclusioni diverse».
Ma Scajola, in viaggio a Mosca, dove ha visitato il Salone del mobile Mebel, ha replicato: «Un sito non si può fermare o far crollare». Per il ministro «dove c’è la disponibilità da parte del settore pubblico, sia Regione sia Governo, a proseguire gli investimenti per la migliore infrastruttura dell’area». Anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si è inserito nel dialogo in difesa del collega. Marchionne «dovrebbe dare per presunto che il ministro conosce i dati. Credo che ciascuno dovrebbe sempre presumerlo dell’altro, per principio e fino a prova contraria». Read the rest of this entry »
Usa, la sicurezza del Presidente. Indovina chi viene a cena?
Posted by Alberto Brambilla on novembre 28th, 2009 filed in Esteri, GiornalismoComment now »
Il presidente americano Barack Obama ha sollecitato il suo entourage ad avviare un’inchiesta per far luce sulla misteriosa intrusione di Michaele e Tareq Salahi nella Casa Bianca. La coppia, che vive nei pressi della capitale, è riuscita ad introdursi indisturbata alla cena di gala organizzata per il primo ministro indiano Manmohan Singh.
Secondo la ricostruzione della Cnn, gli imbucati si sono anche fatti fotografare insieme al vice-presidente Usa, Joe Biden. Fonti ufficiali, invece, riferiscono che con tutta probabilità i Salahi sono addirittura entrati in contatto con Michelle e Barack Obama, che hanno accolto personalmente ogni singolo ospite.
Il direttore del Secret Service, il servizio incaricato della sicurezza presidenziale, Mark Sullivan, si e’ detto “profondamente preoccupato” ed ‘”imbarazzato” dall’incidente, riporta l’agenzia Ansa, precisando che i due avrebbero dovuto essere bloccati al primo dei numerosi controlli.
E’ ovvio, però, che qualcosa non ha funzionato. Una falla nel sistema. Ma il servizio di sicurezza si precipita a puntualizzare che la coppia presidenziale, così come gli invitati, non ha corso alcun rischio: tutti sono stati scandagliati più volte col metal detector, e la festa si è svolta in un’area completamente circondata da guardie armate. Un attimo di distrazione?
Venezuela e Colombia alle strette
Posted by Alberto Brambilla on novembre 23rd, 2009 filed in Conflitti, Esteri, ScenariComment now »
E’ crisi nera tra Venezuela e Colombia. Sale ancora la tensione tra i due paesi. Solo due settimane fa il presidente venezuelano Hugo Chavez aveva accusato il suo omologo, Alvàro Uribe, di tramare nell’ombra per assassinarlo. Questo sospetto - confermato anche dai servizi segreti di Bogotà - ha dato mano libera a Chavez per emanare un decreto che lo autorizza a formare un corpo di polizia indipendente dall’esercito da mettere al proprio servizio. Allo stesso tempo Uribe ha concesso agli Stati Uniti l’uso di basi militari in Colombia, che diventa così la più grande potenza militare del Sud America. “Un comportamento irresponsabile – scrive Semana – che rischia di mettere i due paesi sul piede di guerra”.
Intanto, però, prende corpo un nuovo possibile motivo di scontro in questo intreccio di inimicizie ed alleanze. Read the rest of this entry »
UP.
Posted by Alberto Brambilla on novembre 21st, 2009 filed in PoliticaComment now »

Alberto Brambilla+Diego Maroni
BlueBirdNews presenta il nuovo logo
Posted by Alberto Brambilla on novembre 21st, 2009 filed in Senza categoriaComment now »

Creato da Diego Maroni, fotografo (a gennaio il nuovo sito)
Tremonti va in Cina riceve elogi parlando di G20 e Bretton Woods (Il Riformista)
Posted by Alberto Brambilla on novembre 21st, 2009 filed in Economia, Giustizia, Nera, PoliticaComment now »

«La crisi è stata fermata, ma non risolta, dagli interventi delle politiche dei governi». Questo «non basta, ci vuole qualcosa in più, un intervento politico attraverso il quale si ridisegnino le nuove regole per l’economia e la finanza. Una nuova Bretton Woods globale e multilaterale». Siamo alla periferia di Pechino, scuola Centrale del partito Comunista Cinese, oggi un enorme campus universitario dove studiano i più promettenti funzionari del Partito. Dal palco parla Giulio Tremonti, ministro italiano dell’Economia.
Si potrebbe dire che il ministro sia entrato direttamente, e di spontanea volontà, nella tana del lupo. Soprattutto dopo aver messo in guardia i colleghi, qualche anno fa, sui pericoli della super crescita cinese. Ma il tono è più moderato di allora e Tremonti tende la mano al colosso asiatico: «Dal lato occidentale la parità presuppone essenzialmente il rispetto per le forme politiche diverse dalla nostra», afferma il titola re di Via XX Settembre.
Di fronte ad un’attenta platea, composta dai maggiori esponenti dell’istruzione cinese, 200 persone circa, Tremonti analizza la crisi finanziaria. «Io, dopo il disastro, ritenevo che andassero salvate solo le banche che finanziavano le famiglie e le imprese. Invece, sono state salvate tutte. In questo modo abbiamo guadagnato tempo, ma non abbiamo risolto il problema. E così il rischio di una nuova crisi è sempre incombente», dice. Le borse finanziarie, ricorda il ministro italiano, applaudito, «sono tornate ai livelli pre-crisi e i derivati sono tornati a crescere ad una velocità spaventosa».
Da qui lo scetticismo di Tremonti su come è stata gestita la fase di contenimento della crisi subprime. Per lui tutti devono sedersi al banco degli imputati, dalle banche alle istituzioni. Perché se da un lato gli istituti di credito hanno sistemato i bilanci stringendo i cordoni della borsa, dall’ altro an che i leader mondiali non hanno agito nel migliore dei modi. Infatti, sostiene il ministro, «in tutto il mondo i governi sono intervenuti usando due mani. Con una hanno immesso un’enorme massa di liquidità nel sistema. Con l’altra hanno trasformato debito privato in debito pubblico». Interventi che sono serviti pi a sistemare i conti delle grandi banche d’affari che quelli di Stato e «una parte enorme di questo denaro è rimasto dentro le banche stesse, che oggi continua Tremonti con quei soldi stanno facendo profitti contraendo prestiti all’un per cento e reinvestendo in strumenti finanziari che danno rendimenti del 5 o al 6 per cento». Cioè ottengono denaro a un costo irrisorio ma lo investono in attività rischiose ma redditizie.
«Alla fine degli anni 90, di fatto si è consegnato il potere di battere moneta, che era un potere degli stati sovrani, nelle mani delle banche e del mercato», permettendo ai grandi istituti di credito di contare più di uno stato di proporzioni medie. Secondo Tremonti «la crisi ha riportato gli Stati al centro di tutto, e tuttavia c’è ancora un’enorme massa di finanza che sta nelle banche, fuori dal controllo degli Stati stessi ma adesso bisogna fare qualcosa di completamente nuovo».
E anche per questo «noti possiamo certo pensare di risolvere i problemi emersi dalla crisi con una serie di nuove regole tecniche scritte dai banchieri», ruggisce il ministro scatenando gli applausi della platea. L’appello è al multilateralismo e alla tolleranza reciproca come fattore di stimolo per uscire dalla crisi. E qui, preso dal clima di fratellanza che ormai si è creato in sala con quelli della Nomeklatura comunista, Tremonti strizza l’occhio alla Cina con una piccola critica al G20 che «è stato necessario, ma non sufficiente».
Una possa un po’ ruffiana visto che poco prima aveva affermato che «i tavoli a due gambe non stanno piedi. Quindi, il G20 non può essere modificato togliendo lo zero e trasformaildolo in un G2». Come minimo serve «un G3 che includa anche l’Europa», dice Tremonti con un pizzico d’ironia.
Alberto Brambilla
(Pubblicato a pg.8 de Il Riformista il 20 novembre 2009)
Berlusconi e l’Ocse: Odio et amo, carta canta
Posted by Alberto Brambilla on novembre 7th, 2009 filed in Economia, GiustiziaComment now »
Marzo 2009 (agenzia stampa Reuters)
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi critica l’Ocse per la stima di un calo del 4,3% nel 2009 in Italia.
“Prima non hanno previsto nulla, poi fanno le previsioni un giorno sì e un giorno no. Ma statevi zitti”, ha detto Berlusconi, per il quale la diffusione di stime economiche pessimistiche mina i tentativi dei governi di ripristinare la fiducia.
Novembre 2009 (agenzia stampa Reuters)
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vede “forti segnali di ripresa” e dice che il peggio della crisi è ormai alle spalle.
Parlando nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, Berlusconi ha citato il nuovo leading indicator dell’Ocse, che segnala l’Italia tra i Paesi con la congiuntura economica in più netto miglioramento al fianco di Francia, Regno Unito e Cina.
“Ci sono forti segnali di ripresa un po’ dovunque. E anche i contatti con il mondo delle imprese e dei commercianti mi fanno dire che c’è un diffuso ottimismo”, ha detto Berlusconi.
Pakistan, escalation di violenza. Taliban sempre più forti
Posted by Alberto Brambilla on ottobre 18th, 2009 filed in Conflitti, Esteri, ScenariComment now »
Ancora una volta ci siamo distratti. In soli 3 giorni in Pakistan sono morti almeno 97 civili e 31 guerriglieri taliban. Al momento il conflitto è dominato dai ribelli, l’esercito di Islamabad sembra inadeguato. Nel paese i talebani hanno ormai conquistato posizioni importanti. Dopo l’avanzata nella valle dello Swat, cui i media hanno dato molta risonanza (senza però raccontare il prosieguo della storia), i guerriglieri si avvicinano a Islamabad e prosperano nelle “isole” tribali. Read the rest of this entry »
Brasile, strage d’innocenti legata al narcotraffico
Posted by Alberto Brambilla on ottobre 6th, 2009 filed in Nera, SocietàComment now »
Sembra un regolamento di conti legato al narcotraffico il massacro di venerdì perpetrato da un gruppo di uomini armati a Curtiba, nello stato del Paranà (sud del Brasile). Secondo ricostruzioni ufficiali le vittime sono otto, una in meno di quanto indicato in precedenza. Fonti ufficiose, invece, riferiscono di due feriti.
Tutto è avvenuto alle 22:00 (ora locale) nel quartiere di Uberiba, alla periferia della città. Un gruppo di undici persone stavano camminando per la strada di ritorno da una celebrazione in una chiesa evangelica locale quando sono stati attaccati da alcuni uomini armati.
Stando a quanto ricostruito, i criminali viaggiavano a bordo di tre automobili ed una volta entrati a tutta velocità nel quartiere hanno iniziato a sparare contro qualsiasi bersaglio mobile.
Tra le vittime ci sono anche una madre e la propria figlia, di soli 6 mesi. A Curtiba il 95% degli omicidi è legato al traffico di droga. Ancora non c’è nessun colpevole, nessuno è stato arrestato.

