Usa-Iran: Braccio di ferro tra Atomo e Dollaro
Posted by Alberto Brambilla on settembre 26th, 2009 filed in Conflitti, EconomiaIl nuovo impianto “accecherà gli occhi dei nemici”. Parla Mohammad Mohammadi-Golpayegani, capo dell’ufficio della Guida suprema, in merito al nuovo complesso nucleare situato nella città santa scitta di Qom, più nota per essere crocevia di traffico di eroina che sito atomico. Dopo le indagini dei servizi segreti americani, che hanno scoperto la nuova base, Ahmadinejad si è detto stupito dalle parole e dall’atteggiamento del presidente americano Barack Obama che di fatto accusato l’Iran di tramare alle spalle della comunità internazionale. Nonostante questo, l’Iran si è mostrato conciliante e ha chiesto di fissare una data per l’ispezione da parte dell’agenzia atomica internazionale. Da una lato gli Usa accusano e l’Iran risponde, dall’altro Teheran occulta e Washington ringhia.
Mahmoud Ahmadinejad, però, ha già giocato il suo asso. A inizio mese l’Iran ha deciso di convertire le proprie riserve valutarie da dollari in euro. La notizia è stata diffusa solo il 21 settembre dalla radio di Stato Irib, proprio a ridosso del G20. Una mossa che ha il sapore della ripicca, dopo le minacce dei paesi occidentali ai danni dell’Iran.
Secondo l’ultimo rapporto della banca centrale di Teheran (datato 2008), le riserve in cassa ammontano a 54 miliardi di dollari. Quasi tutte rendite da petrolio. Circa l’80% delle entrate deriva dalla vendita di greggio, scambiato sui mercati internazionali con riferimento proprio alla divisa americana.
La stoccata di Ahmadinejad può far male allo Zio Sam. Il dollaro, infatti, è la valuta internazionale di riferimento. La moneta di scambio del commercio mondiale e delle riserve di colossi economici come la Cina. Anch’essa riluttante, dopo la svalutazione del biglietto verde, a proseguire gli scambi commerciali in dollari.

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